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18 Gennaio 2013

Meeting

"Pico della Mirandola ad Umbertide"

Il Lions Club Umbertide celebra la città, culla del Rinascimento e dei Diritti Umani

Don Pietro Vispi ricorda l’opera di Pico della Mirandola a Fratta in un’iniziativa del Club

Nel corso di un’iniziativa dei giorni scorsi dedicata a Pico della Mirandola, il presidente del Lions Club Umbertide Dott. Mauro Tarragoni Alunni ha avuto modo di ricordare come nel 1945 Melvin Jones, un tranquillo e visionario signore dai capelli non più corvini che 27 anni prima aveva dato vita all’associazione dei Lions Club International, venne chiamato preso l’ONU per dare il suo contributo alla stesura della Carta istitutiva delle organizzazioni non governative (ONG) per la nuova organizzazione internazionale. “Creare e stimolare fra tutti i popoli del mondo uno spirito di collaborazione e di comprensione”, queste le parole di Melvin Jones che sono parte integrante dei principi dell’organizzazione e che si ritrovano anche nell’ambito della Carta delle ONG. All’epoca il Lions Clubs International era già un’associazione di servizio con sedi in tutto il mondo e gli anni seguenti hanno visto le due organizzazioni affiancate in molte iniziative umanitarie. I Lions, infatti, hanno offerto ed offrono sostegno e forza lavoro ad importantissimi progetti dell’UNICEF, dell’OMS e dell’UNESCO.

Dunque non è certo fuori luogo parlare del Lions come organizzazione di primo piano per le battaglie dei diritti umani. I Lions, peraltro, con i loro progetti (services nel linguaggio adottato), sono abituati a scendere in campo in prima persona, sia a livello del territorio di appartenenza dei vari clubs, sia avvalendosi della fitta rete internazionale (1.350.000 soci in 207 paesi di tutti continenti), alla quale l’autorevole Financial Times ha recentemente tributato il primo posto nel rating internazionale delle ONG.

Ma cosa c’entrano i diritti umani con Pico della Mirandola e con la sua opera ad Umbertide. In verità c’è un fil rouge che li lega indissolubilmente.

Alcuni forse non lo hanno mai saputo e forse altri lo hanno dimenticato, così che è sembrato un doveroso tributo a quel gigantesco personaggio che è stato Pico della Mirandola, ricordare la sua opera ed il suo pensiero in generale; ma soprattutto il suo breve, intensissimo soggiorno ad Umbertide. Compito non certo facile, che nell’ambito dell’evento organizzato dal Lions Club Umbertide, è stato affidato a quel grande esperto di storia e di “cose umbertidesi” che è Don Pietro Vispi. Vispi ha così ha ricordato, tracciando un mirabile affresco del personaggio e del periodo, come nel 1486, precisamente da giugno a settembre, dovendosi recare a Roma per esporre le 900 tesi sul Rinascimento già in parte scritte, Pico soggiornò a Fratta. E qui, pur nella comprensibile incertezza delle fonti, proprio dove si trovava la chiesa dedicata a San Giovanni (l’attuale via Stella, a fianco dell’omonimo campanile), Pico elaborò e scrisse la Oratio de hominis dignitate, meglio conosciuta come “Discorso sulla dignità dell’uomo”.

L’opera, ha ricordato ancora Vispi, è universalmente riconosciuta come il “Manifesto del Rinascimento” e rappresenta il passaggio da una concezione marcatamente teocratica, che aveva caratterizzato fino a quel momento la riflessione filosofica, verso la consapevolezza della centralità dell’uomo.

Il “Discorso” contiene un grande elogio della capacità intellettiva e deduttiva dell’essere umano. Per Pico l’intelligenza di ciascun essere umano è sinonimo di libertà e mezzo per formulare concetti in grado di poter condizionare nella buona e nella cattiva sorte il suo futuro.

L’uomo, quindi, diversamente da quanto tramandato attraverso la cultura classica latina e greca, non è più dignus per quello che fa o per il valore che esprime (axia degli ellenici), ma in quanto essere umano. 

L’interesse attuale del “Discorso” risiede poi anche nella sua affermazione che la natura umana, indeterminata e debole di per sé, si realizza e si identifica attraverso la realtà molteplice delle culture umane: ogni cultura costituisce una via diversa, ma nella sua essenza, funzione e struttura, identica. Di qui anche la possibilità della concordia ed il fondamento della pace tra le culture.

Cosicché, attraverso questa elaborazione di Pico del concetto di “dignità dell’uomo” straordinariamente nuovo, gli umanisti hanno fondato e dato concretezza alla categoria moderna di uomo, imperniata sul libero arbitrio; e dalla nozione di uomo conseguentemente libero ed uguale, a partire dai giusnaturalismi, si è avuta l’elaborazione del concetto di diritti umani che tanta parte ha avuto nella sua moderna accezione.

Il cammino per l’affermazione dei diritti umani è stato poi lungo e a volte tortuoso, tanto che per veder scritti con l’odierna chiarezza i diritti fondamentali, si sono dovute attendere le moderne costituzioni ed il Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che afferma: “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Certo, le battaglie per i diritti umani sono tutt’altro che concluse, ma è altrettanto certo che la consapevolezza per la nostra comunità dei loro momenti genetici più importanti e del loro cammino, in uno con il valore aggiunto dell’opera di Pico ad Umbertide, costituiscono di per sé un valore irrinunciabile.

Ed è questo in fondo il senso che il Lions Club Umbertide, grazie al prezioso contributo di Don Pietro Vispi, ha voluto dare ricordando Pico.

 

 Raffaello Agea   (Addetto Stampa Lions Club Umbertide)

   

  

 

 

 

 

 

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